giovedì 9 luglio 2009

Contro la crisi il Fondo lanciato dalla Diocesi di Milano per le famiglie

E’ tempo di analisi dei primi dati del Fondo Famiglia e Lavoro, lanciato dal Cardinale Tettamanzi la scorsa Notte di Natale. Al 18 giugno la dotazione del Fondo Famiglia e Lavoro ammonta a 4.500.931 euro. Una somma che supera di oltre quattro volte quella impegnata personalmente dal Cardinale Tettamanzi. Di questo grande contributo di generosità è stato ridistribuito al momento il 23%. Molto resta da fare ancora e nei mesi successivi, la cifra rimanente, consentirà di aiutare tante altre famiglie. Ciò che conta, tuttavia, è che la fase distributiva è cominciata, che a molte situazioni di difficoltà si è dato un segno di speranza, che chi si è trovato in difficoltà, ha percepito di non esser solo con i suoi problemi. Si è scelto di mobilitare, nella raccolta e nel censimento delle richieste, proprio le comunità locali, vicine ai bisogni e ai problemi delle famiglie. Nello stesso momento è stata attivata la rete dei circoli Acli distribuiti sul territorio, insieme ai centri di ascolto della Caritas, antenne sensibili capaci di captare i segnali di disagio e di difficoltà anche di persone che mai prima si erano trovate costrette a chiedere aiuto. Oggi sono impegnati in questa azione 403 volontari. Hanno chiesto aiuto al fondo stranieri (per il 52,6% dei casi), ma anche molti italiani (47,4%). Per la maggioranza uomini, coniugati, per oltre un terzo con età compresa tra i 41 e i 50 anni, per quasi i tre quarti con figli minori a carico. Queste persone, nella maggioranza dei casi, svolgevano mansioni lavorative da operai specializzati o generici con contratti a tempo indeterminato (il 43%) o con contratti a tempo che non sono stati più rinnovati (29%). La conseguenza delle perdita del lavoro ha fatto saltare i bilanci familiari. In oltre la metà dei casi, il loro reddito è precipitato sotto ai 500 euro mensili. Una situazione insostenibile se si tiene conto del fatto che solo il 25% vive in una casa popolare mentre il 43% paga canoni di affitto sul libero mercato.

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